domenica 15 aprile 2007

L’adolescenza come tappa

Vivere l’adolescenza è per tutti vivere una trasformazione, un insieme vertiginoso di cambiamenti. Dico per tutti, perché coinvolge davvero tutti anche se in modo diverso. Il ragazzo o la ragazza che vive l’adolescenza, il genitore che si trova a fare i conti con un figlio o una figlia diversa, i docenti che si trovano a scuola a dover affrontare gruppi di ragazzi che cambiano repentinamente dal I al II anno, o dal II al III . Questo delicato momento di evoluzione, può essere talvolta una vera e propria tempesta che insorge spesso in un cielo fino a quel momento sereno, oppure può essere un soffio di vento, che solleva zolle di terra, facendo fuoriuscire semi che erano lì interrati.
Che sia soffio o tempesta, essa in qualche modo si fa sentire e pretende di essere ascoltata. Fa uscire da casa più spesso da soli, o fa rinchiudere in casa, vicino al calore e alla tenerezza del nostro essere ancora bambini. La stanza piena di giochi e di orsetti di peluche viene rimpiazzata o completata con poster di cantanti, delle star preferite, dell’ideale di bellezza che vorremo raggiungere, di quella modella, attrice o show girl che vorremo essere, sicuri di piacere a tutti in una veste così ambita dagli altri. Abbandoniamo i nostri vecchi vestiti, e ne indossiamo altri…ma non siamo sempre sicuri che siano quelli giusti, che siano proprio i nostri. Alla ricerca di una nostra identità, cambiamo e ci rimescoliamo, prendendo pezzi come tasselli di un mosaico, pezzi che vediamo in giro, un po’ qua ed un po’ là, un po’ nel gruppo che frequentiamo a scuola, un po’ tra i compagni che vediamo nel Parco sotto casa. Talvolta spaventati da tanti cambiamenti, dai troppi e confusi“pezzi” da importare, ci rifugiamo nella nostra tana, sicuri della tranquillità nota, tra le mura domestiche di sempre. E’ difficile, però, che anche a casa le cose restino uguali: i litigi si fanno più frequenti, anche per piccole cose, sembra che i genitori parlino un linguaggio incomprensibile, o forse il nostro linguaggio diventa incomprensibile per loro. Si moltiplicano i geroglifici sulle pareti della stanza, nella nostra mente, e sui nostri diari segreti. Si richiede segretezza assoluta, e indipendenza ma nel contempo si desidera comprensione, calore, vicinanza. Ci imbattiamo, a quest’età, in una fase che è un po’ un paradosso, piena di contraddizioni, di sentimenti contrastanti, di amore ed odio verso le persone a noi più care, con cui vorremo stare ma da cui vorremo anche fuggire via.
Un paradosso questo, che può portare ad immobilizzarci come in un pantano, in una palude in cui ogni passo ulteriore diventa difficile se non impossibile se si è da soli, oppure può portarci a vivere semplicemente una “tappa”, uno step del cammino, di quel percorso che va dall’infanzia all’età adulta, tra i ricordi e i sogni, tra nostalgie antiche e chiare fantasie del domani.

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